La sofferenza è un momento del tempo in cui l’uomo è posto davanti alla verità di se stesso, al significato profondo del suo vivere. E’ questo il tempo di domande profonde che non si sanno a volte esplicitare, ma l’incontro, la relazione con l’altro diventa un’occasione di vita vissuta o mancata. Qui è la grande responsabilità del personale sanitario, che è chiamato a fornire prestazioni sanitarie di diagnosi, di cura, di assistenza, ma anche di sostegno nei momenti drammatici della vita. Nell'incontro con la persona che soffre, sia esso malato o famigliare, l'operatore sanitario è chiamato a essere punto di riferimento. Questo riferimento è debole se in costui non è “cementata” una autoconsapevolezza della propria dignità di persona, di persona capace di accoglienza perché aperta all’amore. E’ proprio l’amore che trasforma il tempo donato e il tempo ricevuto in un tempo infinito. Le persone che si sentono riconosciute dagli altri si aprono alla speranza. La dignità dell’operatore sanitario è esaltata dalla sua capacità di riconoscere il bisogno dell’altro e darvi risposta efficace. Il tempo del bisogno, un tempo concreto, avvicina due persone in questa relazione, improntata al rispetto reciproco. Entrambi entrano in un tempo intimo che si dilata in un tempo infinito. Il tempo passa, sfugge ma è dilatato da chi si apre all’altro per riconoscerlo e per chi si lascia scoprire.
         Bibliografia
         A. Galgano, La qualità totale, Il sole 24 ore libri,1995
         D. Goleman, Intelligenza emotiva, BUR, Milano, 2004
         D. Goleman, Lavorare con intelligenza emotiva, BUR, Milano, 2004

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